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Intervista al prof. Daniele Checchi - Preside della Facoltà di Scienze Politiche
di Luca Rodilosso - 2 marzo 2010
La condizione degli studenti-lavoratori rappresenta da sempre un tema strettamente connesso con quello del diritto allo studio. Sono disponibili dei dati ufficiali che ci permettano di intuire la portata del fenomeno?
Purtroppo no, nel senso che gli unici dati disponibili (riscontrabili sul sito della Facoltà alla voce "dati statistici" - n.d.r.), riguardano gli studenti frequentanti. Esiste sì un'altra fonte che è la dichiarazione che lo studente fa all'atto dell'iscrizione, dopodiché a ciò non è associato al dichiarare di essere lavoratore alcun vantaggio né in termini di tasse né di diritti degli studenti, e quindi ci risulta che moltissime persone non si dichiarino lavoratori pur essendo in questa condizione, tenendo conto che molti hanno anche lavori occasionali che non coprono l'intero arco della carriera universitaria. Aggiunga che è stata introdotta la figura del "lavoratore-studente"(solo per contratti di lavoro a tempo indeterminato – n.d.r.), tradotta dal punto di vista didattico nello "studente part-time": ma questa figura è adottata solo in alcuni corsi di laurea della Facoltà che sono ORU, SAM ed ECE, per i quali è previsto quindi un piano di studi quinquennale e non triennale e una riduzione delle tasse universitarie spalmate nell'intervallo dei cinque anni. Ma questa non è una fonte che ci permette di individuare quanti siano gli studenti-lavoratori. L'adesione a questo piano è libera, il lavoro può essere full-time o part-time, e serve solo una dichiarazione all'atto di iscrizione al Corso di laurea.
Vista questa sensibilità maggiore in questi tre corsi di laurea di Scienze Politiche, è possibile ragionare di estendere sugli altri corsi di laurea tali agevolazioni?
È un tema che si può aprire: non credo che incontrerebbe durissime resistenze, ma questo tema riguarda la sensibilità dei vari coordinatori dei corsi, spesso in questo sollecitati dagli studenti iscritti, per cui non mi sorprenderei che in questi corsi emergessero quote significative di lavoratori-studenti, ma non ho numeri che mi permettano di affermare con assoluta sicurezza, a parte SAM e ORU, dove insegno e ho modo di osservare l'età media degli studenti di tali corsi.
Si potrebbe attivare qualche circolare, sollecitare un questionario via mail?
Si potrebbe fare, la cosa migliore sarebbe estrarre un campionario dei nostri studenti e fare ricerche di carattere telefonico; sono disponibile anche a diffondere una qualche forma di questionario via mail, ma tenga presente che questo è un canale al quale si presta spesso poca attenzione.
E a livello di ateneo sappiamo se ci sono iniziative?
L'unica cosa della quale sono a conoscenza è dell'intenzione aprire il fronte della formazione permanente: il Rettore ha delegato il Professor Solari come responsabile dei progetti di formazione permanente di ateneo. A me non risulta che ci siano dei piani di azione specifici sui lavoratori-studenti, che tra l'altro dovrebbero essere un fenomeno importante non solo per la nostra Facoltà, bensì anche per le altre facoltà umanistiche, Lettere e Giurisprudenza.
Le priorità di intervento che noi come Scienze Politiche ci siamo dati riguardano i corsi on-line "podcast" dove &grave possibile effettuare il download dei formati audio di alcune lezioni. Questo &grave stato pensato come intervento a favore degli studenti-lavoratori. I corsi così coperti sono una decina per anno.
L'altra iniziativa messa in campo da molto più tempo sono i corsi serali, ma essi hanno il grosso limite di una ridotta frequenza a fronte di risorse sempre più scarse: si tratta di affidamenti aggiuntivi a docenti, e non sappiamo se l'anno prossimo saremo in grado di attivarli nuovamente poiché ad oggi soffriamo della mancanza completa di finanziamenti in questo senso.
La terza proposta da me lanciata, che tenta di affrontare la problematica della scarsità di risorse, è quella di spostare, per esempio, nei corsi sdoppiati A-L e M-Z, uno dei due portandolo in orario serale: ovviamente salta la classificazione per iniziale di cognome e tale divisione riguarderà le scelte orarie di chi frequenta. Questa proposta non ha raccolto particolari simpatie: mi è stato obiettato che adesso con le nuove forme di lavoro non è detto che l'orario serale sia quello preferito da chi ha questo tipo di contratti, visti i continui cambiamenti orari o lavori che possono essere anche serali.
Compila il Questionario!!!
Concedici due minuti e raccontaci la tua storia. Un questionario totalmente anonimo raccoglierà i dati a fini statistici per permetterci di conoscere la situazione di tutti gli studenti-lavoratori come noi!
Promosso
dall'Associazione Studentesca Démos U.C., da un'idea e con la collaborazione di Denis Trivellato